Festa del Papà, quante polemiche inutili

Ciao #mammepacifiche,
ieri era la festa del papà… ed ho letto davvero di tutto! Dalle cose più smielate alle polemiche più spietate.
Personalmente ritengo che una festa, nata con un buon intento, non debba per forza essere demonizzata solo perché non tutti sono in grado di fare il padre.
Si, è vero: non tutti sono nati per farlo, non tutti lo diventano e non tutti si comportano come tale.

Noi mamme siamo fisiologicamente portate ad essere madri, sono rari i casi in cui l’istinto ed il senso di responsabilità sono assenti. Abbiamo un vantaggio sia sociale che umano. Papà si diventa.

All’inizio è tutto complicato, mamma-bebè sono come una persona unica e per i papà è quasi impossibile inserirsi in questo cerchio magico. La paura del distacco impedisce i contatti e non c’è quasi spazio per altri. Nulla è perfetto, nulla è fatto come lo farebbe la mamma. – Mi viene da dire che a volte è un po’ colpa nostra, se per loro è così difficile cominciare. – Quando crescono ed interagiscono maggiormente con il mondo esterno, il papà inizia a prendere sempre maggior importanza. Il bambino stesso lo cerca, vuole giocare. Proprio qui avviene il passaggio da spettatore ad attore, in quel momento il papà decide inconsciamente di essere padre. Ci sono persone predisposte che ci mettono l’anima (a tal proposito consiglio il libro di Matteo Bussola “Notti in bianco, baci a colazione”), altre che riescono ad essere presenti per i primi anni di vita. La loro figura è associata quasi sempre al gioco, un lato tutto sommato facile da gestire, è ancora la mamma ad essere la pedina più importante. Le cose si fanno più complesse quando i figli cominciano a trasformarsi in individui sempre più indipendenti e cercano un’interazione più matura, fatta di incontri e scontri, discussioni, educazione e valori.

La percentuale di chi “sopravvive” al ruolo di padre si abbassa man mano che le esigenze aumentano. Altro fattore da non trascurare è il rapporto fra genitori che con il tempo avrà nuovamente privacy, sarà allora che emergeranno gli spigoli: i problemi di coppia si riverseranno anche sul rapporto genitore-figli. Per una madre “un padre mancato” è un dolore sordo e senza spiegazione. La colpa non è sempre di qualcuno. Separazioni, lavoro, distanze, sono diversi i motivi che spingono un padre a sparire e non sono convinta che la responsabilità possa ricadere unicamente da un lato.

Questo è il motivo per il quale il mio augurio per la festa del papà è rivolto a tutti, anche ai padri assenti, a quelli che hanno rinunciato ad un dono così grande, nella speranza che un giorno capiscano cosa hanno perso. Perché è proprio questo il punto: i figli non amati riverseranno tutto il loro amore sull’unico genitore rimasto ed a loro non rimarrà che un grande rimorso. Mi sembra già una “punizione” più che sufficiente non vi pare.

Condividi

staiserena

Leave a Reply

Comment
Name*
Mail*
Website*